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domenica, 09 novembre 2008, ore 10:19

Ragazzi,qua finisce davvero male!!!

Eccoci di nuovo per parlare della merdafamiglia, ops, casafamiglia, dove la povera foglia cadente ha avuto la sfortuna di trovare un lavoro. Ebbene, dopo mesi di tranquillità, ecco che arriva un ragazzotto dal collo taurino, gli occhi da fesso e il riso facile. Il butterato tipino, uno psicopatico ritardato di diciassette anni, ha cominciato a rompere subito i coglioni, ma niente, dall'alto nessuno vedeva un cazzo. E lui spaccava, molestava, minacciava, e rideva (le uniche cose che quel pezzo di merda coi capelli sa fare sono: parlare della Roma, dell'isola dei famosi, di Fabiano del GF, far pesi con le taniche d'acqua e poi chiedere in continuazione se gli sono venuti i muscoli e acconciarsi qual ridicolo ciuffo di capelli a cresta che gli cresce sul cranio vuoto. E poi ridere come una iena decerebrata per ogni cazzata). Il suddetto, come dicevo, è così povero di comprendonio che nemmeno capisce quanto il suo cervello sia inutile, e cerca ogni pretesto per provocare liti( magliette già scolorite, ad esempio, del cui scolorimento accusa noi operatrici, paranoie assurde tipo: "che cazzo ti guardi!" con aria di sfida quando disgraziatamente il tuo sguardo per caso incontra il suo. Oppure tenere le tapparelle tutte abbassate perché ha paura che qualcuno lo guardi.)

L'ultima volta è toccato a me, lui mi ha insultata per le solite stronzate e io ho sbroccato (certe altre gli leccano il culo e basta...); lui si è inferocito e mi ha messo le mani addosso chiamandomi "cicciona di merda", poi ha spaccato porte e una scopa (davanti alle bambine terrorizzate) e dall'alto che si fa? Si dicono le solite cazzate e si indietreggia davanti a lui. Nemmeno i carabinieri si sono degnati. Ora le bimbe sono andate via, e lui, coi suoi sguardi torvi e orgogliosi (e patetici) si crede il re di stocazzo e guarda storto tutti.

Quanto vorrei spaccargli quel grugno da scimmia!!! E stavolta ho paura :(

FUORI I DELINQUENTI E GLI PSICOPATICI DALLE CASE FAMIGLIA!!!

VALAR MORGHULIS

 

yaya-princess-of-autumn
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venerdì, 30 maggio 2008, ore 09:37

Sbollita (?) la rabbia iniziale, vorrei segnalare un pezzo tratto da Wikipedia, che parla delle case famiglia, o meglio, di come dovrebbero essere:

"I tratti di maggiore affinità con la famiglia sono i seguenti:

  • Presenza di figure parentali (materna e paterna) che la eleggono a loro famiglia, facendone la propria casa a tutti gli effetti.

- Nell'Inferno Famiglia L., in un piccolo paese del frusinate, non ci sono figure paterne, e quindi quella buffonata chiamata famiglia, che tanto preme ai giudici minorili, non viene minimamente ricreata. La famiglia dei minori e della disabile lì ospitata è composta dai seguenti soggetti: un avanzo di riformatorio, che ha un'alta propensione a spaccare tutto e a farsi i cannoni sul terrazzo; una divorziata, madre di due mocciose lì ospitate assieme a lei, menefreghista, idiota ai limiti della demenza, fastidiosa, maldicente, immatura e soprattutto ladra; operatrici mal preparate (come la sottoscritta), per niente preparate (alcune di loro a malapena parlano italiano), frustrate (il loro massimo obiettivo è tenere la casa pulita, senza il minimo conforto per i ragazzi.); responsabili incompetenti. -

  • Numero ridotto di persone accolte, per garantire che i rapporti interpersonali siano quelli di una famiglia.

- Questo punto, solo questo, viene rispettato. -

  • La casa deve avere le caratteristiche architettoniche di una comune abitazione familiare, compatibilmente con le norme, eventualmente, stabilite dalle autorità sanitarie.

- Hahahahaha, non fatemi ridere!!! La casa non è a norma, e l'avanzo di riformatorio, assieme a un suo compare ospitato prima, ha rotto finestre, elettrodomestici, perfino la grondaia. Da notare che questo suo comportamento è permesso, per farlo sfogare, ma se qualcuno, qualsiasi persona, osa mettere piede oltre la soglia dell'inferno famiglia, deve firmare il registro, "perché ci sono regole da rispettare", e quale regola impone di spaccare tutto? -

  • La casa deve essere radicata nel territorio, deve, cioè, usufruire dei servizi locali (negozi, luoghi di svago, istruzione) e partecipare alla vita sociale della zona. "

- Quelli ci sarebbero pure, se solo i bambini non fossero segregati in casa (ordini dall'alto e ferma volontà di certe "casalinghe frustrate"-operatrici), impossibilitati a fare sport e a divertirsi. -

Detto questo, io ancora una volta mi chiedo che ci faccio lì, e cosa aspetto a lasciarmi alle spalle quei mocciosi, quelle vipere, quel pazzo e quella merda famiglia...

yaya-princess-of-autumn
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lunedì, 26 maggio 2008, ore 10:00

Burnout e ora anche mobbing.

Cara L., ma lo sai che le patate germogliate sono tossiche? No, perché nell'inferno famiglia L. quella summenzionata stronza, non ché vecchia raggrinzita, che non ha niente di meglio da fare che rimbeccarmi su tutto, compreso aver buttato una cassetta di tuberi pieni di germogli e raggrinziti.

CHE RABBIA!!! CHE VOGLIA DI ROMPERLE TUTTE LE OSSA A CALCI!!!

yaya-princess-of-autumn
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martedì, 13 maggio 2008, ore 14:09

SE NON E' BURNOUT QUESTO...
Ho trovato ciò che mi affligge: si chiama Burnout, e colpisce gli operatori del sociale. Detto ciò, ancora una volta mi va di ribadire che io odio i bambini, odio le case famiglia dove la gente ti pugnala alle spalle e dove l'ultima arrivata è sempre vittima dello scaricabarile generale. Odio fare la spesa per quelle teste di cazzo che abitano lì e odio cucinare per loro, odio L. R., brutta zoccola ragazza madre sfondata ladra e odio quel rubinetto di moccolo di sua figlia. Odio la sua faccia come il culo, i suoi atteggiamenti. E odio pure le responsabili, e odio L., l'operatrice veterana, vecchia mummia caga sentenze.
Vorrei essere come lui, eccheccazzo, mi ci vedete con quella bella armatura che cinge le mie tettone? (Manco quella di Gregor ci basta per quelle, mi sa), e con quello spadone, come ci starei? Magari al posto dei tre rognosi neri sulla tunica ci metterei qualcosa di più femminile, che so, una farfalla... Così vediamo se L. mi ruba ancora, se A. fa la preziosa, se  L. caga sentenze, se parlano male di me alle riunioni e se le mocciose non rigano dritto...

Ma siccome non sono lui (almeno non nella crudeltà morale, perché la mia forza fisica, se ne facessi buon uso, farebbe paura eccome, nell'inferno famiglia L.), ma una piccola scema molle troppo dotata di fantasia (altro sintomo del burnout), allora mi sa che mi tocca tribolare da sola, e contare sull'aiuto morale di Miso *.* , Francy e chiunque mi sia vicino!!!
E intanto ascolto Perfect Day di Lou Reed, bella canzone, davvero.
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lunedì, 12 maggio 2008, ore 11:40

Ci sono volte, e sono davvero poche, che mi sento davvero sottovalutata.

Sto lavorando in un'orrida struttura di utilità sociale, chiamata in modo poetico "Casa Famiglia". Altro che casa famiglia, inferno dovrebbe chiamarsi. A parte il fatto che tali strutture non servono a un cazzo, perché i cari e vecchi collegi, o i riformatori, sono tuttora più adatti a certi casi, ma è assolutamente invasa da persone incompetenti. L. (una disabile mentale) viene fatta vivere come una larva, senza darle il minimo stimolo, ma l'operatrice deve fregarsene, perché il suo compito è cucinare, far la spesa e raschiare il cesso. Una vecchia megera operatrice veterana mi ha rimproverato che non le ho fatto fare la colazione coi cereali e che non ho scritto sul registro che le ho dato il rivotril. Bene, L. è una larva, ma chissenefrega, l'importante è che mangi i cereali e che ogni giovedì le venga fatta indossare una catenina d'oro del cazzo, per compiacere la madre che viene in visita. E se io vi ficcassi in culo sia la catenina che i cereali?

E poi c'è il sorcio, ospite non pagante e ladra.

Che vadano tutti a fare in culo.

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martedì, 29 aprile 2008, ore 14:26

GIORNATE DI FUOCO

Bene, oggi primo giorno di lavoro, uno stress... poi torno a roma, e poi.... che doppio stress!!!

yaya-princess-of-autumn
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giovedì, 24 aprile 2008, ore 11:44

Cinghiamattanza, l'ultima cagata dell'estrema destra.

Leggevo sul periodico XL dell'ultima mania dei gruppi musicali di estrema destra (gli zetazeroalfa nello specifico) che durante i loro concerti incitano il pubblico a prendersi a cinghiate. Gianluca Iannone, leader della band, specifica tutto serafico che ci sono regole; senza fibbia, non in faccia ecc... ma poi fa dei manifesti con su scrittto: "nel dubbio, mena", oppure, "prendi a cinghiate il vicino di casa."

Ho visto la foto della band, quattro signori dall'aria di "iene" con occhiali da sole, giacca e cravatta, un signore sulla cinquantina, anche e uno in bici che profana le all star, avendone ai piedi un paio fucsia. Iannone mi pare il gigante buono, che mai farebbe del male a nessuno, eppure in quel testone cosa ci gira? Forse più che Gigante buono è il famigerato Montagna che Cavalca (in quanto anche attivista neofascista), con la mole e l'idiozia comprese nel prezzo. Gli altri, in primis il piccoletto sulla destra della foto, mi mettono i brividi.

"Nel dubbio, mena." Sì, a voi e a tutti quei dementi che vi vengono dietro, però.

 

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martedì, 22 aprile 2008, ore 11:51

Lost in A Song of Ice and Fire.

Ebbene sì, è tornata l'ossessione per qualcosa. Dopo il calcio, il trucco, i maschi, il Signore degli Anelli e i Green Day arriva la saga di Martin. Su di essa è stato detto tutto, e non ho nulla da aggiungere, se non la fissa che ci è presa a me, mia sorella e l'amica Francy. Non facciamo che parlare di quello, di quanto ci piaccia, di come Jon Snow non sappia niente, di come sia stronzo  e beota la Montagna che Cavalca, di come Jaime Lannister sia coglione, di quanto sia scema e grassa Lollys Stokeworth, di come Petyr Baelish somigli a Billie Joe, di quanto sia troia e paranoica Cersei Lannister, di come sia cotto a puntino e ubriacone Sandor Clegane e quanto ricchione sia Loras Tyrell. Pare che li conosciamo da sempre, sti improbabili soggetti, e anche Gab, che non ha letto, comincia a fare sue le battute che ho inventato io, tipo: "Se fai lo stronzo chiamo Monty (la succitata Montagna che Cavalca)" ecc ecc...

Da uscirci pazzi!

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martedì, 22 aprile 2008, ore 11:40

Ma cosa succede intorno a me?
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venerdì, 14 settembre 2007, ore 14:54

Lygerophobia, un nome leggero come un palloncino.

E difatti, per il ligerofobico, il palloncino è uno degli oggetti più terrorizzanti.

Di che parlo? Della paura folle di scoppi improvvisi (come appunto fa il palloncino se viene bucato) di cui io, insieme a pochissimi disgraziati al mondo, sono affetta.

Le feste patronali (coi loro fuochi d'artificio da mattina a sera), Capodanno, la vicinanza del suddetto palloncino o, addirittura, l'accetta che mio nonno (ex macellaio) usava in macelleria per tagliare la carne sul ceppo (frovocando tonfi assordanti) sono per me fonte di terrore incontrollato, spesso preso in giro ed etichettato come infantilismo.

LIGEROFOBICI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

E per il resto...

... per il resto ho un gattino (chiamato Mike, da brava fan dei green day) un po' malaticcio e sfigato ma caruccio. E meno male che c'è lui, perché con le solite prevaricazioni, terzi gradi ecc di questa casa un amico mi ci voleva proprio.

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